Museo di Antropologia ed Etnografia

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Il Museo di Antropologia ed Etnografia di Torino, situato presso l’Università degli Studi di Torino, è una delle istituzioni più affascinanti e ricche di storia nella città. Fondato nel 1923 dal professor Giovanni Marro, il museo nacque come parte del nuovo Istituto di Antropologia e ha progressivamente ampliato le sue collezioni attraverso gli anni. Marro, noto per i suoi studi in antropologia, iniziò a raccogliere numerosi reperti antropologici, molti dei quali provenivano dagli scavi archeologici condotti in Egitto. Il museo fu inizialmente situato in due stanze del mezzanino del Palazzo Carignano, ma nel 1936 venne trasferito nell’ex ospedale San Giovanni Battista, guadagnando più spazio per le sue crescenti collezioni. La collezione del museo è estremamente eterogenea e comprende resti umani, scheletri, crani isolati e corpi mummificati o imbalsamati, provenienti da diverse epoche storiche e geografiche. Uno dei nuclei fondanti della collezione è costituito dai resti umani dell’antico Egitto, a cui si aggiungono raccolte etnografiche provenienti da tutto il mondo e una collezione di Art Brut, che include opere create da pazienti psichiatrici. La storia del museo è profondamente legata alle figure di Giovanni Marro e del suo assistente Savina Fumagalli, che ne prese la direzione dopo la morte di Marro nel 1952. Sotto la guida di Fumagalli, il museo continuò a espandersi e ad arricchirsi di nuovi reperti e collezioni. Tra il 1962 e il 1968, furono effettuati importanti lavori di ristrutturazione e riordino, che permisero di migliorare l’esposizione e la conservazione delle collezioni. Nel 1984, tuttavia, il museo fu chiuso al pubblico perché le strutture dell’edificio non rispettavano più le normative di sicurezza. Nonostante la chiusura, il museo ha continuato a svolgere un ruolo attivo nella ricerca scientifica e nella divulgazione culturale, partecipando a mostre temporanee, itineranti e cicli di conferenze. Attualmente, è in corso un progetto per trasferire le collezioni al Palazzo degli Istituti Anatomici, garantendo così una nuova vita e accessibilità alle preziose raccolte del museo. Il Museo di Antropologia ed Etnografia non è solo una raccolta di reperti, ma anche un centro di ricerca scientifica. Le attività del museo sono orientate alla conservazione e alla valorizzazione dei reperti antropologici ed etnografici, attraverso collaborazioni con gruppi di ricerca nazionali e internazionali. Tra le principali collaborazioni del museo vi sono quelle con il Museo Egizio di Torino, il National Museums Liverpool, EURAC Research di Bolzano, e vari istituti universitari di medicina e antropologia in Europa. Queste collaborazioni hanno permesso di approfondire lo studio dei reperti e di applicare nuove tecnologie diagnostiche, come la tomografia computerizzata, per analizzare manufatti e resti umani senza danneggiarli. Un aspetto particolarmente interessante del museo è la sua collezione di Art Brut, che raccoglie opere d’arte create da pazienti del manicomio di Collegno. Questa collezione offre uno sguardo unico sulla creatività umana e sulle espressioni artistiche nate in contesti di sofferenza e isolamento, rappresentando una testimonianza importante della storia della psichiatria e dell’arte outsider. La chiusura del museo al pubblico ha limitato l’accesso diretto alle sue collezioni, ma l’istituzione ha continuato a impegnarsi nella divulgazione e nella promozione della conoscenza attraverso eventi, mostre temporanee e attività didattiche. Il museo ha inoltre partecipato a numerosi progetti di restauro e digitalizzazione, rendendo disponibili online parte delle sue collezioni e dei suoi archivi.
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